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Il poeta

08/05/2008 | 18:26

[Politica]


                                  Poviru fidi cucicunaru              
Doppu tanti iurnati di tristizza
stamatina spuntà na gran iurnata
china di suli ca putrà alligrizza
la genti ni ristà tutta 'ncantata.

Un sonnu fu pir mia la cuntintizza
nun m'aspittava no, dda botta ,ntesta
mincagliaru lu cani e cu svilitizza
si lu purtaru a farici la festa!

S'iddu nun trovu comu liberarlu
giuru sull'arma di li morti mia
lu 'ncagliacani cercu pp'ammazzarlu!

Chiddu ca veni veni doppu chistu
l'unicu amicu miu l'a vendicari
lu dicu cu cuscienza 'nfacci a Cristu
sta cosa liscia nun havi a passari.

                                                                     Pietro Gueli Alletti

                                                         POVERO FIDO CICICUNARU
Dopo tanti giorni di tristezza
stamatti esce una gran bella giornata
piena di sole che porta allegrezza
la gente ne è rimasta incantata.

Un sogno fu per me la contentezza
non mi aspettavo no, quella botta in testa
hanna acchialappato il mio cane e velocemente
se lo sono portato via per fargli la festa.

Se non trovo come liberarlo
giuro sull'anima dei miei morti
che cercherò l'acchialappacani per ammazzarlo.

Quello che viene viene dopo questo
l'unico amico mio lo devo vendicare
lo dico con coscienza sulla faccia di Cristo
questa liscia non la deve passare.

Commento di GiuseppeG

Be!! Forse a qualcuno può sembrare una esagerazione, ma non per me. Non ho conosciuto personalmente il poeta, ma attraverso i suoi scritti ho notato la sua sensibilità verso le creature più indifese della terra; cioè gli animali. E questo mi colpisce molto perchè anch'io la penso così. Niente da dire se non che sono in perfetta sintonia con lo scrittore
P.S Mi scuso in anticipo se la traduzione non è perfetta. Il fatto è che mi ritengo un siciliano sbagliato, insomma scarso

autore: GiuseppeG

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l'ometto

05/05/2008 | 15:45

[Politica]


Be!! O chiudo il bolg o scrivo qualcosa, non posso continuare, come si sol dire, ad avere un piede in due staffe.
E' una situazione un po' paradossale. Lo conosco da un paio d'anni. Non so come si chiama anche perchè non glielo ho mai chiesto. In tutti i casi non cambierebbe molto perchè non ho mai capito una parola di quel poco che mi dice in quanto parla un dialetto strettissimo e non so nemmeno quale. E' un ometto di età indefinibile, potrebbe avere dai quaranta ai cinquant'anni. Porta sempre lo stesso paio di pantaloni e lo stesso maglione in qualsiasi stagione e lascio immaginare come siano lisi oltre che sporchi, inoltre credo che si rada una volta ogni due settimane perchè la sua barba non è mai troppo lunga e non è mai rasato. E' molto basso di statura e appare ancora più basso per una strana incurvatura della spina dorsale. I nostri incontri sono molto veloci. Lui sta quasi fisso all'entrata del circolo. Nei primi tempi ero io a chiedergli se voleva un caffe seguito da una sigaretta. La risposta era sempre affermativa. Ora le cose sono cambiate. Appena arrivo al circolo e faccio per entrare lui mi viene dietro, io gli chiedo se vuole un caffè, ma la domanda è inutile, chiaramente sta aspettandomi. Per me non è un problema accollarmi questa piccola incombenza, lo faccio volentieri anche se a volte mi dà l'impressione di essere il padrone che porge l'osso al cagnolino, e non mi piace. Ma proprio ieri ho avuto una scambio di vedute con il gestore del circolo che è un mio buon amico da tanti anni "Perchè non la smetti? Ti sta sfuttando non lo vedi" Mi dice. "Cos'è che ti rode" gli rispondo. "Mi rode il fatto che quel tipo li riscuote una buona pensione e il caffè potrebbe benissimo pagarselo da solo, ecco cosa mi rode" Questo lo sapevo già e anche qualcos'altro e infatti gli rispondo. "E secondo te perchè non lo fa?"- "Perchè i suoi familiari tengono la sua pensione per loro e a lui non gli lasciano un centesimo?- "Va bene " rispondo "E' proprio per questa ragione che gli pago il caffè, proprio perchè lui non può farlo"- "Si, ma dovrebbero farlo i suoi familiari non tu"- "Giusto sarebbe se lo facessero, ma se loro sono delle carogne non è detto che lo debba essere anch'io, non ti pare?"- Ma quello si approfitta di te, sapessi come aspetta a gloria il tuo arrivo, e poi quì al circolo tu fai la figura del fesso e lui del furbo che si approfitta" A questo punto sono rimasto un po' in silenzio, non mi aspettavo questo risvolto della situazione, poi gli ho detto" Ti faccio una domanda, se puoi rispondimi sinceramente, tu preferiresti essere nei panni di uno scemo come me o nei panni di un furbo come lui? Mi ha guardato un po' imbarazzato, poi ha scosso la testa come si fa con uno che non è all'altezza di capire " Sto nei miei panni e tu fai un po' come cavolo ti pare" Bene!! Ora sono io che vorrei capire perchè per essere apprezzato in questa società bisogna essere (o almeno sembrare) un po menefreghisti. So benissimo che l'ometto aspetta me per poter prendere un caffè. La cosa non mi dà gioa ma nemmeno mi disturba o mi colpisce economicamente, è proprio così vergognoso dare a quell'ometto un briciolo di soddisfazione? Cosa devo fare? Si accettano consigli

autore: GiuseppeG

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25 Aprle, addio

23/04/2008 | 13:53

[Politica]


Avviso per coloro che intendono partecipare  il 25 Aprile (festa della liberazione) al pranzo all'aperto in via  Porta al borgo (Pistoia) organizzato dal circolo Ho Chi Minh.
Le notizie sono buone. Il piccolo TAGALOA ce l'ha messa tutta. La lotta è stata accanita e terribile contro una caterva di dii destroidi che vorrebbero rovesciare catinelle di acqua (sottoforma di pioggia) sui partecipanti, mandando così all'aria la festa, che vorrebbe essere anche motivo di gioia nel ricordo di quel giorno in cui l'Italia fu libera dai nazifascisti. Sono volati sputi, calci e spintoni tanto che il piccolo TAGALOA è uscito alquanto malconcio dalla disputa. Ma vittorioso. Me ne ha parlato a lungo. Il fatto che non si sia arreso di fronte a forze tanto superiori non è stato puro eroismo, anzi vi sono stati dei momenti in cui, vistosi perduto era quasi deciso ad arrendersi, ma poi, consapevole che forse, anzi molto più che forse, questo potrebbe essere l'ultimo 25 aprile che verrà festeggiato (a suo modo di vedere) ha lottato fino in fondo. Decisamente sono rimasto turbato dalla sue parole, non ho potuto fare a meno di chiedergli "Perchè questa dovrebbe essere l'ultima festa della liberazione?" La risposta è stata semplice e di poche parole "Tu sai che sono un dio piccolo, ma pur sempre un dio, quindi non mi è tanto difficile prevedere il futuro. Ora data la nuova situazione politica italiana è certo che il 25 Aprile verrà da ora in poi proclamato < giorno di lutto nazionale> con proibizione di qualsiasi manifestazione di gioia. Che devo dire, spero che almeno in questo il mio piccolo TAGALOA si sbagli, ma la vedo dura, mooooolto dura

autore: GiuseppeG

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Bravo Vauro

18/04/2008 | 23:23

[Politica]


Forse dovrei documentarmi meglio!! Forse dirò cose inesatte, ma per una volta voglio scrivere sull'onda dell'emozioni che ho provato ad assistere alla trasmissione di Santoro "Anno zero" Non ricordo tutti i nomi dei partecipanti anche perchè non riesco assolutamente ad assistere a qualsiasi programma televisivo, anche se interessante, senza avere la settimana engmistica in mano. Comunque c'erano il Prof. Sartori, Di Pietro, Un architetto, un giornalista di Mediaset, il solito Travaglio. La discussione, ad un certo punto si sposta sulla mancata o distorta informazione a cui sono sottoposti gli italiani: Parole di Travaglio " In un qualsiasi paese del mondo, anche dei cosidetti sottosviluppati, un politico che  proclama santo un mafioso pluriomicida, con reati di estorsione, traffico di stupefacenti condannato all'ergastolo, solo perchè non ha fatto il suo nome e quello di Dell'Utri, si troncherebbe definitivamente la carriera politica. Il Travaglio proseguiva dicendo. Al di la della politica di qualsiasi colore, queste parole sono una NOTIZIA che qualsiasi giornale o tv avrebbe dovuto dare. Invece niente, non una parola è uscita fuori. Solo Repubblica ne ha fatto un articolo che poi è caduto nel nulla. Se questa non è mancanza o distorsione dell'informazione cosè? Ribatteva Il giornalista di mediaset, che purtroppo non ricordo il nome "Ma perchè non accettate il fatto che Berlusconi è il miglior politico che oggi ci sia in Italia, perchè non volete riconoscere che la sua politica è migliore di quella che fino a ora è stata fatta dalla sinistra? Gli italiani sono informatissimi su tutto quel che accade. Volete forse dire che  la maggioranza degli italiani che hanno votato Berlusconi é stupida?" Li ci sono state delle risposte molto confuse che sinceramente non mi hanno soddisfatto. Personalmente io avrei risposto così: "No, gli italiani non sono stupidi, gli stupidi sono gli inglesi, i francesi, i tedeschi, gli spagnoli, gli americani, norvegesi, i finlandesi, gli olandesi e tutti i paesi dove si esclude che chi fa politica possa avere in mano il monopolio dell'informazione. Gli stupidi sono loro che non accettano pregiudicati nel loro parlamento. Noi siamo intelligenti. Dio!! Che amarezza!!
Comunque plauso a Vauro che alla fine della trasmissione ha presentato delle vignette che hanno fatto ridere tutti (personalmente con amarezza) finendo con la giusta e coraggiosa risposta "Si, sono dei cretini"
Scusatemi, vado a vomitare

autore: GiuseppeG

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Che cazzo sto facendo?

12/04/2008 | 15:15

[Politica]


(...Sull'opportunita o meno di lasciare il paese al nano) AmicaN
(... Tutti al centro appassionatamente) Stellalpina)
Forse è un modo strano di fare politica, ma certamente dovuto al momento particolare di un paese anomalo come il nostro. Perchè, mi chiedo, riflettendo su queste due frasi che certamente sono indice di un pensiero di molti, perchè domani un fracco di persone rinuncieranno alle loro idee, ai loro principi, ai valori che hanno sempre creduto, si tureranno il naso, tireranno qualche moccolo e forse qualcuno anche più di qualche, verseranno un paio di lacrime ed esauriranno quello che è stato il grande sogno incompiuto di Casini votando Veltroni? Ma cosa sta succedendo in questo paese? Forse è meglio fare un passo indietro. Tempo fa il cavaliere disse una frase che mi colpì molto. Testuali parole: "Quelli di sinistra credono che noi si sia la parte MARCIA DEL PAESE" Fu per me un colpo. Ma come aveva fatto ad arrivare a questa strampalata conclusione? Ma da quali fatti, un noto pensatore di cazzate come lui poteva arrivare a questa logica conclusione? Mi sono incuriosito. Sono andato su google alla voce "Processi a Berlusconi" e sono rimasto allibito. Una lista di reati che non finiva più. Di tutto, Finanziamenti illeciti, corruzione della guardia di finanza, falsa testimonianza, falso in bilancio, tangenti e chi ne ha più ne metta. Mi sono stancato a leggerli. I risultati poi, si va dal reato in prescrizione, amnistie, assoluzioni con formula dubitativa ecc. Tutto ciò è, credo, la risposta al perchè tante persone rinunceranno ai loro principi. Quest'uomo e la sua cricca vanno fermati perchè essi sono la parte MARCIA DEL PAESE. Dare al Berlusconi la possibilità di fare delle leggi di cui si è sempre fatto beffa fa star male me e credo tante persone che non sono e non saranno mai capaci di compiere azioni delittuose. Pensare all'Italia ancora una volta in mano a questo bandito, al quel patetico deficiente di Bossi e al signor leccacalzoni di Fini mi da la nausea. Questo è il motivo per cui, sebbene a malincuore, sentendomi colpevole, turandomi il naso e tirando tanti moccoli mi tufferò nel GRANDE CENTRO di Uolter. Non mi ispira fiducia, non farà certo le politiche che mi rappresenteranno, ma è l'unica possibilità che ho per non dover morire sotto il regno di Berlusconi
Piccolo TAGALOA mai ho avuto bisogno di te come in questo momento. AIUTAMI

autore: GiuseppeG

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Siamo un popolo meraviglioso

30/01/2008 | 12:58

[Politica]


Tempo fa ero un vero vizioso del gioco del ramino. Ero capacissimo di passare interi pomeriggi seduto al circolo a giocare. Poi, quando mi sono accorto che stava diventando un vizio, piano piano me ne sono staccato, anzi, pensare a come passavo i miei pomeriggi mi mette una immensa tristezza. Non l'ho però abbandonato del tutto. Infatti tutti i giovedì sera viene organizzato il torneo dove spesso, direi spessissimo, partecipo. Il gioco del ramino, un pò come tutti i giochi, abbisogna di una buona memoria ma la componente essenziale è la fortuna (o culo). Senza di essa (o di esso) puoi essere bravo quanto vuoi, non vinci. Generalmente non vinco quasi mai. Tante volte mi sono raccomandato al piccolo TAGALOA, ma è un dio piccolo, figlio di un dio minore, fa quello che può, cioè poco, non basta. Comunque giovedi scorso ero riuscito a passare un turno e dovevo aspettare di essere chiamato per il successivo. Come tutti i poveri tabagisti in attesa urge fumare, quindi sono andato sul retro all'aperto e al freddo per una sigaretta. Li c'erano diversi tabagisti impegnati in una furiosa discussione. C'era un tipo grande e grosso che sosteneva a gran voce l'insita natura disonesta degli estracomunitari e degli Albanesi in particolare, e tutti gli altri gli davano ragione. C'era solo un giovane che molto timidamente cercava di far notare che fino a non molto tempo fa gli "estracomunitari" eravamo noi, ma è stato sommerso da un coro di proteste e in particolare dal tipo grande e grosso di chiare fattezze meridionali che sosteneva: Noi italiani andavamo per il mondo a lavorare non per rubare. Da giovane sono stato in Germania e i tedeschi ci portavano sul palmo della mano. Gli albanesi sono diversi da noi, sono tutti delinquenti e vengono qui con il solo scopo di rubare" La mia sigaretta era finita. Se avessi riscontrato un tenue barlume di ragionevolezza nel tipo forse mi sarei impegnato nella discussione, ma non c'era, sarebbe stato inutile. Ora mi chiedo. In base a cosa, a quali fatti, a quale misteriosa ragione si ritengono (o ci riteniamo) un popolo migliore e sopra tutto più onesto degli altri? Tutte (o quasi) le grandi città americane sono nella mani di mafiosi italiani. Siamo gli unici che possono vantare la convivenza con mafia, ndrangeta, camorra, sacra corona unita e pure un papa ( può darsi che qualche anima gentile si chieda perchè ho accumunato il papa in questa compagnia, con papa non intendo la persona ma ciò che rappresenta, cioè la chiesa da me ritenuta, a torto o ragione, non me ne può calar di meno, la più grossa associazione a delinquere che sia mai esistita) Abbiamo un parlamento con diciotto deputati pregiudicati e nondimeno ancora assistiti dai loro votanti. Stiamo aspettando addirittura il ritorno del Berlusca, abbiamo una evasione fiscale tanto consolidata da essere ritenuta normale, anzi coglione chi paga le tasse. Dove, quando, come, in che cosa siamo migliori degli altri? Si accettano critiche.

autore: GiuseppeG

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Lacrime e risate della politica italiana

27/01/2008 | 22:00

[Politica]


Chissà se qualcuno mi scuserà per il lungo silenzio, ma la crisi che mi attanaglia è, in fondo, semiseria e non posso farci niente. Però, l'uomo politico italiano mi tenta troppo e vorrei percorrerne alcuni tratti. Con questo, non voglio dire che siano tutti uguali, ma i casi sono emblematici e mi danno un po' di sconcerto specialmente per un prossimo futuro.Confesso che sono seriamente preoccupato. Ma andiamo con ordine.  Era la mattina del 16 agosto del 1977 quando tutti i giornali uscirono con la sorprendente notizia della fuga di Herbert Kappler dall'ospedale militare de Celio. Di politica non ho mai capito molto, però ricordo le roventi polemiche di quel giorno. Molte cose rimasero oscure di quella fuga, ma non è di questo che voglio parlare.  Ciò che in questo momento mi interessa e mi fa paura è la parola DIMISSIONI . Parola semisconosciuta ed estremamente avversata dai nostri cari e amati politici enormemente  famosi in tutto il mondo per il loro estremo attaccamento alla dorata poltroncina. Ma torniamo ai fatti di ieri . L'allora ministro della difesa Lattanzio in un primo momento declinò qualsiasi responsabilità e si dichiarò estraneo ai fatti. Quando però qualcuno gli fece presente che il ministro interessaro era proprio lui e che lo stipendio che riceveva lo doveva proprio  al suo interessamento  (o di disinteressamento) resistette per qualche giorno, poi  (udite udite) si dimise, si, si DIMISE. Ricordo come fosse ora il mio sconcerto. Nell'allora mia giovane vita mai ero stato testimone ad un simile evento. Che un ministro italiano si dimettesse era la cosa più illogica che potesse accadere. Resta fermo il fatto che, lasciato il ministero della difesa  gli furono dati subito in PREMIO due ministeri. Trasporti e Marina mercantile.
Veniamo ad un altro fatto. E' il 9 maggio 1978. Non sto a raccontare i fatti perchè di certo tutti li conoscono. Il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro scatena feroci polemiche tanto che l'allora ministro degli interni Francesco Cossiga, anche se a malincuore è costretto a dare  le dimissioni. In genere, in un paese normale le dimissioni da un incarico così elevato determinano la fine di una carriera politica. Ma cosa accadde invece al nostro Francesco? Nel 1979 viene premiato con l'elezione a presidente dei ministri. Nell'1983 fu presidente del senato nella ix legislatura. Carica che dovette lasciare nell'85 perchè fu eletto presidente della repubblica italiana, cioè la massima carica istituzionale della più classica repubblica delle banane che sia (credo) mai esistita sulla faccia della terra. (Oddio!! Forse ho un po' esagerato, diciamo dei tempi moderni)
Adesso ci sono altre dimissioni che mi angosciano veramente tanto. Che premio riceverà Mastella? Lo faranno re d'italia? Lo incoroneranno imperatore di Ceppaloni? Lo promuoveranno governatore della banca d'Italia e dintorni? Ma fossero solo queste le dimissioni che mi angosciano. Cosa pretendera in premio Cuffaro? Dovremo rioccupare l'Albania e rispezzare le reni alla Grecia per potergli dare in premio un governorato più consono alle sue ineguagliabili doti? Gesu!! Non so se qualcuno leggerà questo post, ma se ci sarà chi lo fa gli chiedo conforto. Ne ho bisogno AIUTOooooooooooo!!      

autore: GiuseppeG

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08/12/2007 | 21:39

[Politica]


Sono quei momenti che non hanno niente di particolare, normalissimi attimi di vita senza un che o un come, ma chissà perchè tendono a fissarsi nella memoria e ogni tanto ritornano. Ero stato da poco assunto in quella ditta in cui ho vissuto (salvo breve periodo) per tutta la mia vita lavorativa, avevo all'incirca diciotto anni. La fabbrica era pressappoco un grande capannone senza finestre. La distinzione fra il giorno e la notte era dovuta a dei lucernari che stavano sul tetto. Era una calda serata estiva ed io mi era recato al bagno che era situato sul retro dell'edeficio. Li vi era una piccola finestrella chiusa da due sbarre incrociate. Mentre stavo facendo il mio bisognino gli occhi mi caddero su uno spettacolo che in fondo non era che un normalissimo tramonto. Non so perchè mi accadde in quel momento. Fui preso da un enorme desiderio di fermarmi li e godermelo e da una enorme tristezza perchè non potevo farlo. Le regole erano precise. Se io mi assentavo il mio collega doveva farsi carico del mio lavoro e viceversa. Non potevo fermarmi a lungo, ma nello stesso tempo non riuscivo a staccarmi da quella visione. Poi, anche se a malincuore il dovere prevalse come era logico che fosse. Ma una volta tornato al lavoro, cominciarono ad affiorarmi per la testa una ridda di domande. Quante occasioni avevo avuto per potermi guardare un tramonto? Perchè non avevo mai notato prima quanto poteva essere bello? Era un sabato sera, l'indomani sarebbe stata festa, ora che sapevo che anche domani ci sarebbe stato un tramonto già mi immaginavo a prendere una sedia, sedermi sul balcone e guardarlo, ma poi riflettendo sapevo che non lo avrei fatto. Perchè? Era bello si, ma non lo avevo mai fatto prima e avrei continuato a non farlo. Ma perchè? Perchè sarebbe stato stupido per un ragazzo di diciotto anni sedersi sul balcone per vedere un tramonto? Navigavo in questa confusione quando fui colpito da quella che credo fosse la risposta giusta. Non lo avrei fatto per il semplice motivo che non c'era niente e nessuno che mi avrebbe impedito di farlo. Non era il guardare il tramonto che mi aveva affascinato, ma era rabbia per l'impossibilità di poterlo fare. Ora la solita domanda sarebbe: dove cavolo voglio andare a parare. Be!! Non lo so di sicuro. Forse perchè, di solito, un forte desiderio lo avvertiamo solo quando esso non può essere esaudito? Un po' come l'affamato che desidererebbe mangiare una qualsiasi cosa pur di togliersi la fame ma quando è sazio vuole solo cose buone? E' questa la nostra natura? Oppure è solo la mia?

autore: GiuseppeG

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O' Bischero

06/12/2007 | 13:03

[Politica]


Questa piccola storia (o aneddoto) la dedico al mio a-micio Alex, di modo di che possa un domani ricordarsi del perchè i bischeri si chiamano, appunto, BISCHERI.
Tutto cominciò alla fine del tredicesimo secolo quando i fiorentini, che in qualche modo erano diventati i padroni, si contrastati, ma i più forti di tutta la toscana, decisero che la vecchia cattadrale di santa Reparata era troppo piccola per il lustro e la potenza di Firenze. Quindi si doveva costruire un nuovo duomo che tutto il mondo doveva ammirare. L'antica piazza di San Giovanni era pressappoco un piccolo slargo circondata da tante abitazioni. Il comune di Firenze decise che la piazza doveva essere enorme, paragonabile alla chiesa che sarebbe sorta, e che le abitazioni dovevano essere abbattute e costruite da un'altra parte. Naturalmente i cittadini che avrebbero perso la casa sarebbero stati risarciti in modo adeguato. Insomma un esproprio. Nessuno si ribellò a questa decisione all'infuori della famiglia dei Bischeri che non voleva assolutamente andarsene. Vi fu una vera battaglia condotta a colpi di querele e contro querele, ma alla fine i Bischeri, rimasti isolati, dovettero sottomettersi al volere del comune. In più, avendo essi, con la loro cocciutaggine, ritardato di un bel po' l'inizio dei lavori, non solo non ricevettero nessun rimborso, ma aggiungendo il danno alla beffa furono condannati a versare una certa cifra (non so quanto) al comune. L'episodio fece molto scalpore tanto che, quando qualcuno faceva qualche coglionata si usava dirgi " E tu se' peggio dun Bischero, oppure " ta fatto proprio una bischerata) La cosa è andata avanti per tanto tempo che la parola Bischero è rimasta a sottolineare una coglionata senza che più nessuno sapesse il perchè. Negli ultimi tempi, con l'avvento della televisione la parola è caduta in disuso, ma tutti i toscani sanno che, insomma essere chiamato "un bischeraccio" non è proprio un elogio .
Ciao Alex A-micio mio, spero che con questo potrai, da ora in avanti, ricordarti sempre che in fondo gli umani sono e saranno sempre dei BISCHERACCI
(Giorgio gattone nero di Prato)

Vorrei ringraziare tutti coloro che in qualche modo mi hanno incoraggiato a non lasciare questo maledetto blog e nello stesso a non stufarsi di leggerlo. Ma come fate?

autore: GiuseppeG

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10/11/2007 | 17:54

[Politica]


Questo blog chiude. Un caro saluto a tutti

autore: GiuseppeG

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l'importanza del tappo

29/10/2007 | 11:30

[Varie]


La faccenda è stata male impostata, o perlomeno detta in modo che non mi renda giustizia. Cercherò di spiegarla nel modo più imparziale possibile. La questione verte fra il giovane e bel maritino e la brut.. vecchia stregaccia. (insomma, LEI la TIGRE) (Gesù!! Cosa ho detto) E' vero. La cerco con un tappo in mano, poi le gentilmente le spiego che: Trattasi di tappo, parola di cinque lettere composta da tre consonanti di cui una doppia, T e 2 P, con due vocali; A e O. Si usa togliendolo quando si deve versare qualcosa da un contenitore e da rimettere al suo posto quando il servizio e stato fatto. Le conseguenze di una mancata applicazione di queste due fasi sono: L'impossibilità di versare il contenuto in qualsivoglia posto se non si toglie il tappo e la possibilità di versare il contenuto in posti indesiderati se il tappo non viene rimesso. Es) Quando il giovane e bel maritino si accinge a pulire la vasca da bagno potrebbe urtare inavvertitamente la bottiglietta di shampoo che la brutta stregaccia (ma cosa mi sta scappando oggi dalla tastiera?) ha inevitabilmente e usualmente lasciata senza rimettere il TAPPO al suo posto, con conseguenze facilmente immaginabili. Che dire poi dell'olio con il tappo messo li, sul collo della bottiglia senza essere avvitato, oppure del dentifricio che al mattino trovo sempre scoperto. Il giovane e bel maritino combatte ormai inutilmente questa crociata da molti anni, ma non senza speranza. A questo proposito mi sovviene alla mente un colloquio avuto tanto tempo fa con Don Silvano. Gli facevo notare che la maggior parte dei fedeli che frequentavano la chiesa lo faceva ormai per abitudine, che il cristianesimo stava subendo un fallimento e che i dettami di Cristo non li seguiva più nessuno. Lui mi guardò dicendomi: "Si, forse hai ragione, forse il mio lavoro è inutile, ma se riesco anche solo a salvare un'anima dall'inferno, Be!! Allora non avrò vissuto invano". Qualcuno potrà dire: "Che cavolo c'entra questo ricordo con la storia di oggi?" C'entra!! MI sento anch'io come don Silvano perchè se riuscirò anche solo a farle tappare un qualcosa saprò di essere stato di una qualche utilità in questa vita. Sarà dura, ma chissà, forse un giorno.......
Ho piccolo TAGALOA, fà che i tappi abbiano la loro giusta collocazione, ora e per sempre. AMEN

autore: GiuseppeG

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Vaffanculo

18/10/2007 | 23:32

[Politica]


Dicembre 1983 Gennaio 1984
Mi trovavo in Argentina per il matrimonio di mio nipote. A quei tempi, benchè mio nipote fosse molto giovane dirigeva un negozio di tessuti che era del padre (mio cognato) il quale possedeva altri due negozi in più si interessava anche di compra- vendita all'ingrosso. Insomma, navigavano, come si suol dire con il vento in poppa. Il pranzo del matrimonio si svolgeva alla "Chinta" di loro proprietà.Trattasi di un pezzetto di terra di 1600metri quadri, con piscina, giardino, e relativa casetta. Inutile dire che gli invitati erano di un certo livello sociale, anzi credo che l'unico operaio li presente fossi io. Vi era ancora la dittatura di Videla e non era uno scherzo. Ricordo anche che la mia persona destava una certa curiosità, un po' perchè sembrava loro impossibile che un operaio potesse permettersi un viaggio così costoso e una vacanza di un mese e mezzo, un po' anche dalle mie risposte che, non so perchè, ritenevano interessanti, o quasi. Ricordo che ci fu un momento che ero circondato da gente che mi chiedevano un sacco di cose della serie: quanto costava il pane, le sigarette, l'autostrada e che rapporto vi era con il salario di un operaio. Ovviamente cercavo di rispondere a tutto. Mi ricordo anche una precisa domanda che però devo spiegare perchè mi fu fatta. In quel periodo, in italia, veniva avanzata una proposta non mi ricordo se dalla confindustria o dal governo, di non pagare il primo giorno di malattia dei lavoratori che si ammalavano. I sindacati indissero subito uno sciopero generale. Ci fu un po' di parapiglia e poi la proposta venne ritirata. Gli argentini che avevo in quel momento intorno mi chiesero se non ritenevo esagerata la risposta sindacale, in fondo si trattava solo di un giorno non pagato. Risposi di no. Non la ritenevo esagerata e non per una questione economica, ma per il semplice fatto che se cominciavano a rinunciare a quei diritti che già avevano acquisito si sarebbero ritrovati in poco tempo nella stessa situazione dei lavoratori argentini. Nessuno replicò. A questo pensavo mentre assistevo ad "Anno zero" di Santoro. Chi si sarebbe mai immaginato che ci saremmo ritrovati in casa tanti "Bamboccioni" che benchè anelino ad una vita propria, ad una casa propria e benchè la maggior parte di loro lavorino non possono avere tutto questo? L'ho già detto e mi ripeterò. La crisi che imperversa in italia dagli anni novanta non è una crisi ECONOMICA, è politica ed è cominciata, anche se lentamente, il 14 ottobre dell'ottanta quando i sindacati si calarono le brache di fronte alla protesta dei Colletti bianchi e da allora sono sempre stati con i pantaloni bassi, molto bassi. E' cominciata quando la Fiat si  rese conto che gli operai potevano permettersi di fare un mese di sciopero e la ditta no. Li è comonciata la politica del fermo salariale per rendere più povero l'operaio, perchè il povero è debole e facilmente ricattabile. E più è ricattabile e piu facilmente è manovrabile. Qualcuno si ricorda del tentativo di eliminare l'articolo 18 della costituzione dei lavoratori? Cosa c'è di più facile da manovrare di una persona che, benchè lavori, non può permettersi una casa, una famiglia e la certezza di poter continuare a lavorare? Be!! E' tardi e forse sto facendo un po di confusione, però vorrei fare mia l'affermazione di Santoro (anche perchè è una vita che la penso così) Tutte le nazioni che non hanno tenuto una giusta politica salariale prima o poi si sono ritrovate nella ca..a. E vero che ciò produce una enorme ricchezza ma solo a pochi eletti (o farabutti) Attenzione.... L'Argentina è vicina

autore: GiuseppeG

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Manie

09/10/2007 | 19:31

[Varie]


 Comincio gia a sentire di prima mattina che che c'è qualcosa che non va perchè il caffè non mi risulta buono. Poi una specie di smania ma non ne so identificare la ragione. Verso mezzogiorno si manifesta un certo nervosismo. Dopo pranzo vado al circolo per la solita partitina al biliardo, ma stranamente oggi non mi va di giocare. Verso le quattro del pomeriggio capisco. Sono quindici giorni che non vado in libreria. La parola giusta è ASTINENZA. In definitiva sono un vizioso. Riconosco che non è un vizio dannoso per la salute come può essere il fumo o la droga, però è costoso, estremamente costoso. E non resisto. Devo andare. Quella che chiamo la "mia libreria" è nel centro di Prato (ad essere sinceri non ci sono librerie in periferia e se ci fossero credo fallirebbero) e nonostante che tutte le volte venga sconvolto dal incredibile mole di traffico, continuo ad andarci. Mi sono reso conto, e questo forse dipende dall'astinenza, che quando parto al traffico non ci penso mai, è il ritorno che mi sconvolge tanto da chiedermi perchè continuo ad andarci. Ciò che mi sconvolge ancora di più è il fatto che, benchè vada con il proposito di non spendere molto, poi compro sempre i libri più costosi e se qualche volta li trovo in edizione economica ne compro diversi, come stasera, ne ho presi tre. Costo operazione 25 euro e rotti. Urgono buoni consigli, tanto più che stellalpina comincia a dar segni di nervosismo ogni volta che mi vede tornare dalla libreria. Riuscirò a disintossicarmi? AIUTO!!!!

autore: GiuseppeG

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02/10/2007 | 17:44

[Politica]


 Stefano Benni nel suo Romanzo "Bar Sport" parla dell'"ometto invisibile" Il libro l'ho letto tanto tempo fa e la mia prima reazione fu" Ma io questo scrittore non lo conosco!! Come è possibile che lui conosca me? Poi, riflettendo, mi sono reso conto che, forse, al mondo noi ometti invisibili siamo più di uno, Forse anche tre. Ma il termine invisibile non è esatto, anzi non è completo. Il Benni non si affanna di certo a spiegare il perchè io, insieme agli altri due siamo invisibili. Va be!! lo spiego io. Lo siamo perchè insignificanti. Non è vero che gli altri non ci vedono, ci vedono benissimo, ma non gliene cala una cippa, anzi sono convinto che preferirebbero molto di più non vederci. Innumerevoli sono i casi della mia invisibilità. I ricordi si perdono fin quando da bambino mi resi conto del fatto che non importava a nessuno se ridevo o piangevo che in definitiva significa se c'ero o non c'ero. (tolta la mamma naturalmente) Uno dei casi più significativi è stato quando mi hanno perso come paziente all'ospedale. Un altro è che sono forse l'unico diplomato in italia in cui, benche abbia il suo bel diploma incorniciato e nascosto) non risulta di esserlo almeno nel registro dei votanti. Ma veniamo ai giorni d'oggi. La Stella aveva bisogno di alcune medicine. Come sempre tocca a me andare dal dottore per la prescrizione. Sono medicine che Stellalpina prende da tanto tempo e che non abbisognano della sua presenza quindi è normale che ci vada io. Con la ricetta in mano vado in farmacia dove il mio numerino risulta essere il 56. Siamo al quarantotto. Dietro il banco vi è il dottore con due impiegate. Se i conti tornano dovrei fare alla svelta. Infatti in quattro e quattrotto vengono serviti il 49,50,51.52.53.54.55, e li avviene una cosa che dovrebbe essere strana ma che per quanto mi riguarda è normale, anzi più che normale tanto più che, visto la mia lunghissima esperienza me lo aspettavo. Forse perchè era un po' tardi dietro di me non era arrivato nessuno. Ero rimasto solo io. Il dottore se ne va nel retro a farsi i cavoli suoi, una impiegata si mette a riporre le medicine nei rispettivi cassetti la terza va al telefono. Mi accingo, come al solito, ad aspettare che qualcuno si renda conto che sono li. Invano, Quella al telefono finisce e va sul retro pure lei, l'altra continua a mettere a posto una quantità di medicine che sembra non abbiano fine. Sono imbarazzatissimo, ma che fare. Sono sicuro di non essere invisibile, ma se loro non mi vedono? Dopo un po' decido di farmi sentire, chissà se sono anche sordi La chiamo con un "mi scusi" lei si scuote sorpresa e un po' seccata della serie: "Ma che cavolo vuole questo qua?" Le porgo la ricetta. Purtoppo dispone di una sola medicina, l'altra è disponibile solo l'indomani. Poco male, mi rilascia un bigliettino. La farmacia è vicinissima, non è un problema tornare, semmai il problema è quello di farmi vedere. Sto raccontando questo perchè c'è un seguito. Alla faccia dell'invisibilità e dell'insignificatezza quando si esagera anche uno abituato come il sottoscritto ci rimane male Ritorno l'indomani di prima mattina. Nella farmacia non c'è nessun cliente, ma non c'è nessuno nemmeno dietro il banco. Mi accingo ad aspettare. Forse dovrei fare qualche rumore per farmi sentire, ma non sono il tipo. Qualcuno verrà prima o poi. Dopo un cinque minuti si affaccia una impiegata, cerco di dirle qualcosa ma non faccio in tempo perchè sparisce come un fulmine. Qui cerco di capire se non mi ha visto o se mi ha visto e non gliene frega niente. Poi un colpo di fortuna, in farmacia entrano alcuni clienti. Si affaccia la stessa commessa e finalmente è finita Ma ciò che mi preoccupa è la mia rassegnazione di fronte a questi eventi, insomma mi piacerebbe esserci anch'io in questo mondo, MANNAGGIA SBOMBALLATA

autore: GiuseppeG

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Smemorati

28/09/2007 | 18:31

[Politica]


Che dire, sono un po deluso? Sarebbe un eufemismo. Sono delusissimo, tanto che a volte mi chiedo se le politiche del 2006 le ha vinte la sinistra o Berlusconi. E non mi riferisco alla politica del tiraemolla dell'unione, alla sue incapacità di prendere delle decisioni drastiche come sarebbe suo diritto fare. Non mi riferisco nemmeno alla sua incapacità di essere unita perchè in fondo è questo tipo di maggioranza che voglio e che ho sempre voluto. Si!! Perchè io la maggioranza la voglio litigiosa, combattiva, in disaccordo su tutti i problemi perchè essi sono tanti e gli interessi in gioco molteplici. Fermo restando però che quando una decisione viene presa (in maggioranza) essa sia applicata senza guardare in faccia a nessuno. In fondo se volessi un organismo dove non ci siano discussioni o pareri contrari opterei per una dittatura e tutte le discussioni finirebbero.La mia delusione è di tutt'altra natura e riguarda un po' la memoria di chi oggi sta al governo. Mi spiego. Come mai Fassino da quando ha vinto le elezioni non ha mai più parlato delle leggi vergogna che tanto lo fecero strillare quando furono varate? Il perchè è semplice, se ne parlasse, qualcuno potrebbe dirli: Cosa avete fatto o state facendo per eliminarle? Perchè Bertinotti non parla più dell'editto bulgaro che tanto lo indignò? Forse ha paura che qualcuno gli chieda il motivo del perchè Luttazzi, la Guzzanti oppure Bhea non hanno nessun programma in tv? Perchè Prodi non parla mai della legge di Maroni sul precariato? Forse teme che qualcuno gli chieda come mai non sono state modificate? Perchè Rutelli non parla più della guerra in cui i magistrati di Milano furono sottoposti dall'allora governo Berlusconi per coprire le magagne del cavaliere. Forse  ha paura che gli si chieda come mai non dice una parola su un ministro che vuole trasferire il P.M De Magistris  perchè sta conducendo una indagine su di Lui? Insomma mi chiedo, ma se niente cambia per chi ho votato io? Forse sbaglio, ma credo che queste persone hanno una paura pazza di Berlusconi, non vogliono contrariarlo perchè hanno paura delle sue reazioni. Eppure basterebbe mantenere qualcuna delle promesse elettorali fatte a suo tempo. Se eliminassero la legge Cirelli come se la caverebbe il Berlusca? E che dire della penalizzazione del falso in bilancio? C'è davvero la paura che Berlusconi si metta a sparare a dritta e manca? Si, credo proprio che quell'ometto, quel buffo ometto che personalmente mi fa ridere solo quando non racconta le barzellette faccia paura. E' allora meglio sparare a zero su Beppe Grillo di cui anticipo alcune notizie che presto verranno pubblicate sul Foglio o su Panorama " E' finocchio, non paga le tasse, possiede sessantasei appartamenti e non si esclude che sia ebreo con sangue negro nelle vene. Decisamente sparare al Grillo è più facile

autore: GiuseppeG

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24/09/2007 | 16:47

[Politica]


Si era già in tarda primavera ma lo racconto adesso per il semplice motivo che il tempo porta ad una riflessione più pacata Era un pomeriggio piovoso e dovevo andare a prato per i fatti miei. Salgo sulla L.A.M ( Qui ci vuole una piccola dissertazione per spiegare cos'è la L.A.M: Linea ad alta mobilita. Si tratta di bus che in pratica coprono la città di Prato. Sono scomodissimi, dispongono di pochissimi posti a sedere, si fermano ogni cento metri e se resti in piedi corri il rischio di essere sbattuto sul pavimento ogni volta che si ferma oppure riparte. L'unico vantaggio è, che in teoria, ne dovrebbe passare uno ogni sette minuti) Ho la fortuna di prendere la L.A.M all'inizio del suo giro e quindi trovo sempre un posto a sedere come nel caso di cui vi parlo. Poco più avanti sale una signora anziana con una bambina di tre anni e si siede vicino a me. Come di solito accade con le persone anziane si mette subito a raccontarmi i fatti suoi che sono i seguenti. " La bambina era stufa di stare in casa e voleva uscire, ma stava piovendo e la nonna non sapeva dove portarla così sono salite sul bus per fare un giro e distrarre la bimba. Adesso però che era vicino alla fermata era preoccupata perchè il pavimento era bagnato, lei aveva l'ombrello e temeva di non poter reggere la bimba senza scivolare" La richiesta di aiuto era implicita e non potevo tirarmi indietro. " Guardi le dò una mano io, non si preoccupi" La donna mi guarda sorridente " Grazie, veramente tanto gentile" Poi arriva la coltellata, o botta fra capo e collo o se vogliamo colpo basso. Insomma roba che fa male, tanto male " Tesoro dai la manina al NONNO" La donna stava parlando con la bambina e non si è accorta della mia malevole occhiata perchè insiste "Dai, su, dai la manina al NONNO" La bimba mi ha porto la manina, il bus si è fermato e siamo scesi. Tanti ringraziamenti e ognuno per i fatti suoi. SI!! Ma perchè NONNO? Brutta vecchiaccia, perchè NONNO? Perchè non Signore? Oppure se proprio mi voleva con i suoi parenti non poteva limitarsi a zio? Perchè sbattermi in faccia una tale verità? Non lo sa che la verità fa male? Rabbia, frustrazione. Che significa NONNO? Come ha potuto vedermi così vecchio? Aveva gli occhi foderati di pelle di bue? Perchè non stava rinchiusa in un manicomio un tipo così. Una ridda di pensieri simili se non peggiori in quei momenti mi attraversavano la mente tanto più che appena rientrato a casa ho raccontato il tutto a Stellalpina che indignatissima, per il torto fattomi, ha girato fortemente il coltello nella piaga sganasciandosi dalle risate. Comunque, diverso tempo è passato. La mia analisi dei fatti è un po cambiata, ma quei tipi che ti danno di NONNO come se niente fosse li ODIO

autore: GiuseppeG

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Il gattaccio

19/09/2007 | 14:58

[Politica]


Ciò che mi sveglia è il boato che solo un lampo vicinissimo può aver procreato. Poco male. C'è bisogno di un po' d'acqua. Mi alzo stiracchiandomi e comincio il rito mattiniano mentre fuori si sta scatenando il finimondo. Lampi, tuoni e sopratutto una pioggia grossa come acini di uva appena colta. Mentre sto facendomi il caffè sono addirittura costretto a chiudere la portafinestra perchè la pioggia sta entrandomi in cucina. Ma come detto prima, poco male. E poi a me piacciono i temporali. Forse non sono normale ma vedere i lampi vicinissimi, sentire il rumore del tuono, lo strano odore che la pioggia sprigiona dall'asfalto, i disegni che fa l'acqua che viene giù dai vetri mi rilassa. Sono solo i casa, la Stella è da qualche parte per i fatti suoi. Comincio a lavare i cocci della colazione e accendo la tele che da il solito film di Totò. Anche essere solo in casa mi rilassa perchè mi da la possibilità di fare ciò che mi piace e a tal proposito mi accendo anche una sigaretta. Cosa c'è che potrebbe andare male a questo punto? POi un pensiero fiondante: Se Stella è uscita significa che Maurizio è fuori. Mi precipito giù, apro la porta e emetto il fischio tradizionale di famiglia. MI risponde subito un disperato MIAU MIAU MIAU ma non vedo nessuno. Rifischio e da breve distanza mi giunge ancora un più disperato MIAU MIAU MIAU. Va bene. Vado sotto la pioggia. La disperazione di quel MIAU è tale che non penso affatto di prendere un ombrello. Poi lo vedo. E' accucciato nell'ex giardino (si perchè da quando Stellalpina vi ha piantato dei rampicanti che hanno raggiunto il balcone è diventato un bosco) lo chiamo ma lui è così terrorizzato che non si muove. Lo prendo in braccio. E' fradigio, ma tanto a questo punto sono fradigio anch'io. Stranamente non si ribella e nemmeno tira fuori le unghie. Lo porto in bagno e mentre cerco qualcosa per asciugarlo lui sparisce. Si, questa è un'altra delle caratteristiche di Maurizio. E' il gatto più sparitore che abbia mai conosciuto tanto che a volte penso che riesca a mimetizzarsi con il pavimento. Lo richiamo ma niente. E' qui comincia la solita affannosa ricerca del gattosparitore. Nella camera da letto ha una cestina con morbido cuscino dove a volte ama dormire, ma non c'è, cerco in salotto dove anche li possiede cestino con copertina adattata al suo riposo, ma niente. Guardo nel ripostiglio dove c'è terzo suo rifugio, inutile non c'è. Poi un orribile pensiero: "Non sarà mica andato a rompere le scatole alla principessa con terribili conseguenze?" Salgo le scale con il cuore in gola, ma lei è li, spaparanzata sul lettone di Inve, vorrei dirvi che se la dorme beata ma non e così. Sarebbe troppo volgare. LEI non dorme mai, LEI RIPOSA. Ma dannato d'un gatto dove sei? Voglio solo asciugarti. Be!! Alla fine l'ho trovato sotto il letto, ancora impaurito e tremante non so se dal freddo o dalla paura. Gli ho fatto la solita romanzina mentre tentavo di asciugarlo. Gli ho dette che gli stava bene così impara a stare un po' in casa invece di stare sempre a gironzolare per i giardini, che diventerà un randagiaccio di strada se non cambia e che prima o poi finirà male. Devo dire, con soppresa che mi ha ascoltato, mi ha ascoltato tanto che sono già quattordici ore che non lo vedo e non so dov'è.
P.S (Appello) C'è qualcuno che me lo scambierebbe con un micio tranquillo?

autore: GiuseppeG

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11/09/2007 | 22:04

[Politica]


" Gliè tutto sbagliato, gliè tutto da rifare" Il Ginettaccio (Gino Bartali) soleva spesso sottolinerare come, secondo lui, il mondo del ciclismo fosse sbagliato. Io vorrei riferirmi invece alla nostra vita in generale  e mi piace chiedermi come sarebbe  se fosse tutto al contrario. Es.. Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo e così, tricchete e tracchete, il trauma e superato. Ti svegli nel letto di un ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno per giorno. Poi ti dimettono e la prima cosa che fai e di andare alla posta a ritirare la pensione e te la godi al meglio delle tue possibilità.Col passare del tempo le tue forze aumentano,le rughe scompaiono. Inizi a lavorare e già al primo giorno ti regalano un orologio d'oro. Lavori quarant'anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi te la passi da un festino all'altro, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Cominci la scuola, giochi con gli amici senza alcun tipo di  obblighi o responsabilità finchè non sei un bebè. Quando sei sufficientemente piccolo ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere abbastanza bene. Gli ultimi nove mesi  te li passi tranquillo e sereno  in un posto riscaldato con "room service" e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E.... alla fineabbandoni questo mondo con un orgasmo.
P.S       SI!! Lo so!!   E' una autentica stronzata Però data la mia età avrei preferito che fosse così per davvero. E poi, via invece che morire soffrendo, come accade quasi sempre, sparire con un orgasmo

autore: GiuseppeG

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Pavarotti

08/09/2007 | 15:55

[Società]


"Ha reso onore all'italia" Questa sono le commosse parole di Giorgio Napolitano presidente della repubblica italiana. Devo dire che come cantante era una specie di Maradona del calcio. Sentirlo a volte ti mandava in estasi, a volte era pura commozione. Questo era l'effetto che faceva a me. Lo sentirò ancora, non perchè abbia dei suoi dischi ma perchè la televisione nei prossimi giorni ci darà un'orgia pavariottana. Non credo che la nostra tele si lascerà sfuggire un boccone così ghiotto come la "morte di Pavarotti" Ma mi chiedo: "Davvero basta avere una bella voce per rendere ONORE all'italia?" E se questo basta non è un concetto strano dell'onore? Il bel Lucianone, nel duemila, cominciò a pagare la prima rata di ben 25 miliardi di lire (pattuiti, e questo significa che erano molti, ma molti di più) che aveva, consapevolmente o no, sottratto al fisco. Forse si riferiva a questo il presidente Napolitano? " Mi sento più leggero d'animo e non solo" Questa frase Pavarotti la disse ai giornalisti subito dopo aver pagato la prima rata. Si può intravedere una punta di ironia e anche un po' di disappunto caratteristica di una persona intelligente e anche un po' furba, ma non certo di una persona onorevole. Ma siamo italiani e il concetto di ONORE è strano e variegato.  Canti bene? Sei un campione della moto? Sei un industriale, un commerciante, un libero professionista? Sei la Sofia Loren? Be se sei questo puoi provare a eludere il fisco, anzi sei un patetico coglione se non lo fai. Non preoccuparti. Evasione fiscale non è un reato. Al massimo se ti scoprono patteggi una cifra molto inferiore a ciò che avresti pagato se tu fossi stato un qualsiasi coglione, in più entri nella categoria di coloro che fanno onore all'Italia. Potresti diventare anche presidente del consiglio. Pensaci!! Sono un pochino amareggiato ma ormai abituato a questo, ripeto, stranissimo concetto dell'onore. MI viene in mente che non  può essere un caso che i nostri deputati si chiamino onorevoli e credo sia giusto il fatto che non si possono definire ladri, ma si può benissimo definire onorevole chi ruba.

autore: GiuseppeG